Il valico dell’Abetone


Sabato pomeriggio. Il primo vento freddo stagionale spoglia velocemente l’autunno dagli alberi. Un thè caldo scalda la mia mano destra, una sigaretta avvelena i miei polmoni già messi a dura prova da un puntuale raffreddore. E’ il momento giusto per scrivere del valico dell’Abetone e delle sue Montagne, perché se è vero che ognuno di noi ha un luogo del cuore, un posto che più di altri evoca forti emozioni e rimane dentro, questo è sicuramente il mio. Siamo proprio al confine tra le provincie di Modena e Pistoia ed è fantastico come si sentano le influenze dell’una o dell’altra regione a seconda se si oltrepassi o no il confine.

E’ una zona magnifica ricoperta da boschi secolari, forse i più belli che ho mai visto. Immensi abeti, castagni e salendo più su  faggi, la fanno da padrone.

Io ci sono arrivato quasi sempre passando dalla la splendida Lucca, strada tortuosa che attraversa diversi paesini tra cui Bagni di Lucca e la bella Cutigliano. Di sentieri di Montagna ce ne sono davvero tanti, molti sono adatti ad escursioni con bambini altri sono più impegnativi.  Uno di questi è sicuramente quello che porta al gruppo montuoso Libro Aperto che parte a circa 100m dalle piramidi dell’Abetone, erette in onore del granduca di Toscana e del duca di Modena in occasione dell’apertura del valico, e che  in circa un’ oretta conduce, attraverso un bosco magico, fino alla località denominata “Verginetta” dove un piccolo rifugio (La casetta di Lapo) offre,  all’ora di pranzo durante il periodo estivo, un pasto cucinato dai gestori. Degni di nota sono i famosi fagioli all’uccelletto e la crostata di mirtilli.

Da qui il sentiero inizia decisamente a salire, tra immensi campi di mirtilli, fuori dal bosco, fino alla prima cima  monte Belvedere (1896 mt.) e poi a  monte Rotondo, la più alta (1937 mt.).  In realtà io non sono mai riuscito a raggiungerle, ogni volta per un motivo diverso, ma questa è un’altra storia.

Scendendo dal valico verso il piccolo borgo di Fiumalbo, si incontra il bivio che porta nella bellissima Val di Luce, località sciistica in inverno e paradiso degli escursionisti d’estate. Da qui partono i sentieri per la vetta dell’alpe tre potenze, il lago piatto, il lago nero e il passo di Annibale. Una fermata per rifocillarsi è d’obbligo al rifugio Le Terrazze, dove ricordo di aver mangiato lo stinco di maiale più buono della storia, prima di decidere di convertirmi alla dottrina di mucche e maiali.

Naturalmente tutte queste cime sono raggiungibili anche attraverso una cabinovia, ma la mia voglia di affrontare ogni sentiero a piedi (come penso dovrebbero fare tutti d’altronde) unita alla nota idiosincrasia che ho nei confronti dei mezzi meccanici, non mi hanno mai permesso di  prenderla.

Un’altra bellissima escursione, affrontata diverse volte, è quella che dal bosco che porta in Val di Luce  arriva  fino a Foce a Giovo, valico appenninico, tra i Monti Rondinaio, Giovo e Femminamorta. E’ abbastanza lunga (consiglio di rifornirsi di acqua in abbondanza all’imbocco del sentiero perché l’unica fonte la si trova praticamente all’arrivo) e ricca anch’essa di campi di mirtilli, lamponi e fragoline di bosco.

Da qui è facile raggiungere sull’altro versante il bellissimo  Lago Santo che si trova a 1.501 m s.l.m. e da questi arrivare in circa mezz’ora di salita al più bello, a mio parere, dei laghi della zona e cioè il Lago Baccio.

Da queste parti si mangia bene. Non è così scontato in montagna. All’Abetone c’è però l’eccellenza. Un ristorante e delle persone che lo gestiscono che mi hanno catturato l’anima e non la lasciano più. E’ l’Albergo Ristorante Regina (https://www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g1437364-d2631638-Reviews-Hotel_Ristorante_Regina-Abetone_Province_of_Pistoia_Tuscany.html)  e si mangia divinamente. Lo chef Davide, un amico per me, prepara piatti eccezionali, utilizza tutti gli ingredienti del luogo e con la sua simpatia e competenza allieta gli intervalli che inevitabilmente ci sono tra una portata e l’altra insieme alla figlia Alice. Se dovessi consigliare qualche piatto che si innalza sugli altri direi Tortelli ricotta e spinaci, tagliolini al tartufo o ai funghi porcini, filetto di maiale al parmigiano, risotto ai mirtilli e il mitico Spumone, un dolce dalla ricetta segreta, tramandato da generazioni nella loro famiglia. Andateci, ne vale veramente la pena!

Quando scrivo di un luogo che mi tocca davvero nel profondo e questo è il caso, lascio alcune emozioni solo per me, nascoste e non riesco a trascriverle sul blog.

Voglia o tu lettor perdonarmi di tal modestia, non s’ha da aggiungere angustia al celar delle mie parole.

Adios

Ale

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