Roccia dei Tedeschi – San Donato Val di Comino

Capita spesso che le persone mi chiedano come faccio a non aver paura ad andare in montagna da solo, affrontando ore ed ore di cammino. Se c’è una cosa che ho capito negli ultimi 15 anni è che mi fanno più paura i luoghi affollati piuttosto che silenziosi boschi isolati.

Ed è così che ieri ho preferito evitare orde di vacanzieri da salsiccia e broccoletti dirigendomi verso una rotta poco conosciuta ai più che mi ha portato a salire fino alla cosiddetta “Roccia dei Tedeschi“, un avamposto utilizzato durante la seconda guerra Mondiale, immerso nella natura incontaminata del vallone di Forca D’acero, proprio al confine tra Lazio ed Abruzzo, sopra il piccolo borgo di San Donato Val di Comino in provincia di Frosinone, nella parte laziale del Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise.

Dopo aver lasciato la macchina nel parcheggio di Via Campozzone a San Donato, ho preso il sentiero n° 10
che nel primo tratto percorre la vecchia mulattiera che collegava Lazio e Abruzzo in epoche passate. Dopo circa mezz’ora di salita il sentiero vira a sinistra ed entra definitivamente nel fitto bosco. Da qui si inizia a salire in maniera sempre più ripida attraverso, prima lunghi tratti che sembrano non finire mai e poi ripidi tornanti che conducono dopo circa un’ora alla bellissima Roccia dei Tedeschi. Arrampicandosi su di essa o entrando nei cunicoli scavati dai militari si può godere di una vista che spazia in tutta la Val Comino, sul paese di San Donato, sulle gole della Melfa e sulle innevate montagne Abruzzesi.
La roccia, era quindi una vantaggiosa postazione militare per l’esercito tedesco in ritirata, in previsione del cedimento della linea Gustav di Cassino.

I cunicoli scavati nella roccia e le torrette di avvistamento, erano stati realizzati dagli scalpellini sandonatesi rastrellati nelle piazze del paese, il loro lavoro barattato in cambio del rancio.
Spesso le attività manuali rappresentavano “punizioni” che i tedeschi imponevano alla popolazione come deterrente all’attività “sovversiva”. Con lo sbarco di Anzio e la caduta del Fronte di Cassino gran parte delle forze alleate risalirono verso Roma, utilizzando la Via Casilina. Nella Val di Comino giunsero truppe neozelandesi; fortunatamente dopo circa 10 giorni i tedeschi si ritirarono verso nord, abbandonando in gran fretta anche suppellettili e munizioni.

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