Viaggio in Islanda – Quinto giorno, il grande sud (part 2)

Day Five.

Amici sono davvero stanco stasera dopo 600 km in macchina e due trekking per un totale di 4 ore e 400m di dislivello.

Comunque, se ieri è stata la giornata dell’acqua e del fuoco tra spiagge laviche e cascate in ogni dove, oggi l’elemento ricorrente é stato il ghiaccio. D’altronde ci sarà pure un motivo se chiamano quest’isola la terra del ghiaccio e del fuoco no?!

Ma andiamo per ordine.

Dopo qualche fermata in macchina estemporanea per fotografare enormi monoliti, gole verdi e montagne innevate, la prima vera tappa è stata il parco nazionale Skaftafell. C’é un bel centro informazioni con un piccolo museo e da qui partono molte delle spedizioni organizzate che portano al ghiacciaio che, come purtroppo tutto da queste parti, costano un casino. Inoltre ci sono alcuni sentieri free molto belli dove fare trekking ed io naturalmente non me lo sono fatto dire due volte e ho scelto subito quello che conduce ad una delle cascate più belle di tutta l’slanda, Svartifoss!
La caratteristica che la rende unica è la presenza di colonne di basalto dalla forma esagonale di provenienza vulcanica che la contornano. I colori sono bellissimi e cambiano a seconda della posizione dalla quale si guarda.
Risceso dal sentiero ne ho preso subito un altro che in più o meno 45 minuti mi ha portato al cospetto del ghiacciaio Vatnajökull, il più grande d’Europa per volume e il secondo per estensione (dopo l’Austfonna, ubicata sull’isola di Nordaustlandet e appartenente all’arcipelago norvegese delle Svalbard). È la quarta massa di ghiaccio al mondo dopo la calotta glaciale dell’Antartide, la calotta glaciale della Groenlandia ed il Campo de Hielo Sur in Patagonia.
Sognavo di vederlo e mi ci sono avvicinato abbastanza da rosicare per non esserci potuto salire su.

Da qui nel pomeriggio ho raggiunto Jökulsárlón, un lago glaciale che si trova proprio ai piedi di una delle lingue del ghiacciaio e dove milioni di pezzi di ghiaccio più o meno grandi, dei piccoli iceberg, staccandosi dal ghiacciaio, galleggiano nella laguna. Uno spettacolo incredibile, una quiete surreale. Le foche nuotano serene tra i ghiacci, la luce che attraversa la laguna forma giochi di luce magici e tutti rimangono a bocca aperta, compreso me. Dall’altra parte de lago c’é l’oceano e sulla spiaggia lavica si fermano molti dei ghiacci che attraversando un canale arrivano li. Lo spettacolo è assicurato con il gioco di colori tra il nero della spiaggia, il bianco trasparente dei piccoli iceberg e l’azzurro dell’oceano.

Poi il viaggio di ritorno in macchina lungo e bla bla bla.

La canzone che vi consiglio oggi l’anno passata, dopo un soliloquio del dj islandese del quale ho capito solo《adesso mettiamo un classico》, in una radio islandese ed è 🎧 “Mad World” di Gary Jules.

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