Viaggio in Islanda – Primo giorno

Era da anni che sognavo un viaggio on the road in Islanda e finalmente ho realizzato uno dei miei sogni!
Nei prossimi giorni vi riporto il diario giornaliero che ho scritto durante questi nove giorni di viaggio.
Nove storie che voglio raccontarvi sperando che possano esservi utili quando deciderete di partire per questa terra magica!

Ecco la prima:

Day one (o two se London vale come primo giorno).

Buon pomeriggio Anime Montane, o forse dovrei dire anime Islandesi?Essì perché da oggi e per qualche giorno, come anticipatovi, il mio blog diventerà storiediislanda, perché sono arrivato nella terra del ghiaccio e del fuoco questa mattina dopo un giro a Londra (e perciò in realtà questo è il mio secondo giorno di viaggio).

Da questo momento in poi mi perdonerete vero se sbaglierò tutti i nomi islandesi?

Fatta questa premessa ora posso raccontarvi!

Il primo impatto con l’isola è stato un po’ come me lo aspettavo, un gran freddo nonostante la giornata stupenda, vento e il nulla intorno a me. La cosa che subito mi ha stupito è stata la luce, forte, alta, quasi accecante. Dicono che a certe latitudini sia così. Presa la macchina a noleggio e annuito a tutte le regole elencatemi dal noleggiatore, delle quali ho capito solo che la macchina presa col pieno la devo riportare con il pieno, mi sono diretto verso Reykjavik percorrendo più o meno 50 km nel nulla. L’ oceano, quello si vedeva di tanto in tanto e sembrava di un blu fortissimo!

Reykjavik è carina, tutta colorata e con le caratteristiche case in lamiera. Gli Islandesi iniziarono ad importare lamiera dal regno unito nel 1870 per proteggere le loro abitazioni. Il lungomare, che da a Nord, affaccia su un promontorio dove è già ben visibile la forza della natura col le sue montagne innevate che scendono sin giù all’oceano. Qui c’è Sólfarið un monumento che raffigura una nave vichinga in onore della scoperta dell’isola. Molto bella é l’harpa, la sala concerti di Reykjavik, un vero gioiello architettonico che con i suoi mille specchi provoca dei giochi di luce fantastici.

In realtà non c’è moltissimo da vedere, la cosa più bella secondo me è perdersi nelle tante stradine e ammirare le case colorate.

Una menzione particolare merita l’ostello dal quale sto scrivendo ora, seduto su un divano di tela con cuscini coloratissimi, attorniato da gruppi di persone o da viaggiatori solitari come me ognuno immerso nella propria attività. Le finestre in tipico stile coloniale lasciano passare una luce pazzesca, i tavoli in legno, le librerie, gli scaffali con tanti giochi di società, un palchetto dove di tanto in tanto suona qualche gruppo, una magnifica terrazza che affaccia sui tetti della città e musica di sottofondo che da soddisfazioni (hanno passato per esempio Street of Philadelphia di Springsteen). Insomma bello bello.

Ah comunque il posto si chiama “Loft Hostel” e ve lo consiglio assai.

La canzone che scelgo oggi per ricordare questa giornata a Reykjavik, l’ho ascoltata nel pomeriggio proprio in Ostello ed è: 🎧 First day of my life dei Bright Eyes!

Beh che dire, qui sono ancora le 18.30, non mi resta che andare ad assaggiare qualche birrozza locale!

Domani inizia l’avventura, quella vera.

About the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *