Viaggio a Dobbiaco, la porta sulle dolomiti

Si dice che al mondo esistano due tipi di persone: chi ama Bruce Springsteen e chi non l’ha mai visto dal vivo. Ma che c’entra il boss con le Dolomiti vi starete chiedendo? Beh è un po’ la stessa cosa,  quando hai la fortuna di imbatterti, volutamente o per caso, in queste magnifiche  montagne intervallate da magiche valli, ti entrano dentro e non puoi più fare a meno di amarle.

Era da diversi anni ormai che sognavo un viaggio in Alto Adige, io amante della Montagna non ero mai stato nel posto che tutti mi indicavano come il paradiso dei Montanari. Inaccettabile!

Ed è così che la scorsa estate ho deciso finalmente di andarci. Una telefonata al mio migliore amico a Maggio e in meno di una settimana avevamo già prenotato. Con Fabio ci conosciamo ormai da una vita e abbiamo visitato diversi posti insieme. Memorabile fu una vacanza di ahimè troppi anni fa in Marocco, zaino in spalla on the road, come piace definirla a noi, dalla quale, per tutte le avventure che abbiamo vissuto, se siamo tornati ed ora io sono qui a scrivere questo blog è davvero un miracolo… . Dopo aver raccolto un po’ di informazioni sui posti migliori in cui soggiornare per visitare le Dolomiti ho scelto la Val Pusteria e in maniera particolare il piccolo borgo di Dobbiaco, Toblach in tedesco e col senno di poi mai scelta fu più azzeccata.

Lago di Dobbiaco

A Dobbiaco le Dolomiti le senti in ogni cosa che fai, anche quando i tuoi occhi non le incrociano direttamente sai che sono li e te le porti dentro in ogni momento della giornata. Al mio arrivo, la vista dei Monti Baranci mi ha lasciato senza fiato, quasi mi sono commosso.  Masi, Malghe, Baite, camini accesi anche d’estate, zuppe d’orzo, formaggi freschi, immensi pascoli, chiesette di montagna in perfetto stile tirolese, antiche tradizioni. Si respira l’atmosfera di un tempo in ogni angolo. Di sentieri che partono verso escursioni più o meno facili ce ne sono tanti. Io consiglio quello che dal piccolo borgo di Santa Maria, dove tra l’altro c’era il B&B che mi ha ospitato (lo consiglio vivamente a tutti per la posizione, il panorama, la pulizia delle stanze, la cortesia della proprietaria e la ricca colazione http://www.wiesen-hof.com/ita/benvenuti.html), porta a Monte Rota (raggiungibile in circa due ore) e che permette di godere un panorama splendido sui Baranci e tutta la valle sottostante.

Molto bello è anche il giro intorno al lago di Dobbiaco, punto di partenza per le escursioni più impegnative verso le Dolomiti di Sesto.

La sera in paese è facile trovare qualche festa locale in stile tirolese, con musica, fiumi di birra e il dolce tipico di quelle parti lo Strauben, una frittella gigante a forma di chiocciola con sopra marmellata locale.

Dobbiaco, inoltre, è collegata benissimo sia attraverso la linea ferroviaria che porta fino a Bolzano, sia attraverso una serie di Autobus che portano in tutte le località vicine, da San Candido a Cortina d’Ampezzo, da Brunico a molte città Austriache. E’ per questo che, per chi non volesse venire fin qui con la macchina, la zona può essere vissuta comodamente anche con i mezzi pubblici e le biciclette.

Un post a parte meritano alcune delle escursioni che ho affrontato durante la mia permanenza e di cui mi riprometto di scrivere presto. Tra queste le Tre Cime di Lavaredo, il lago di Braies, Monte piana e la valle di Rienz.  Stay tuned!

Premesso che da quelle parti si mangia bene un po’ dappertutto, io consiglio il Ristorante Skihütte Rienz vicino agli impianti di risalita sciistici dove si può gustare il meglio della cucina tipica tirolese e dove i canederli sono davvero speciali, il ristorante Winkelkeller in pieno centro, arredato in maniera molto particolare e dove a detta del mio amico Fabio la carne è davvero buona e infine la pizzeria Hans. Ma come una pizzeria al cospetto delle Dolomiti?Tu che sei Napoletano poi?E’ quello che mi sono detto quando la mia amica Vale, storica frequentatrice di Dobbiaco me l’ha consigliata. E invece mi ci sono trovato a mangiare quasi ogni sera, hanno una grande varietà di pizze davvero gustose, con ingredienti genuini e soprattutto hanno un servizio velocissimo! (https://www.facebook.com/pizzeriahans/?fref=ts)

Molti dei miei pre cena li ho trascorsi al Bar Simpaty, un piccolo bar/pub dove si possono gustare fresche birre, qualche stuzzichino, ascoltare un po di musica e starsene anche all’aria aperta.

…e se è vero che uno degli aspetti rasserenanti della natura è che la sua immensa bellezza e’ li per tutti e nessuno può pensare di portarsi a casa un’ alba o un tramonto, come scriveva Terzani, è anche vero che un pezzo del mio cuore è rimasto lì , incastonato tra quelle montagne così wild e quelle valli così quiet…

Adios

Ale

Un Week End nel Parco Nazionale d’Abruzzo

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Per chi come me ama l’autunno, i suoi infiniti colori, le foglie che cadendo leggere ricoprono l’asfalto, le prime minestre mangiate accanto ad un camino acceso, un libro letto distratti dal rumore della prima pioggia sul tetto, l’odore delle caldarroste che si sprigiona dai rudi portoni dei borghi di montagna, uno dei posti migliori che conosco per trascorrere due giorni immersi in quest’atmosfera è sicuramente il Parco Nazionale d’Abruzzo.

E’ un po’ la mia seconda casa, ci vado spessissimo ormai da molti anni, ne conosco quasi ogni sfumatura.

L’ultima volta ci sono stato il 29 e 30 ottobre scorso, con una decina di amici accumunati dall’amore per la montagna.

Il sabato mattina, come ad ogni rispettabile escursionista capita, la sveglia è suonata molto presto, lo zaino già pronto da qualche giorno, il tempo di un caldo caffè ed eccoci già in macchina mezzi addormentati ma emozionati. Dopo tre quarti d’ora siamo già al valico di Forca d’Acero, maestoso spartiacque appenninico tra il Lazio e l’Abruzzo che con i suoi secolari faggi è in ogni stagione uno spettacolo per gli occhi, figuriamoci in questa.

Arriviamo a Scanno, dopo un’oretta, pronti a partecipare all’Outdoor Life Festival (https://www.facebook.com/OutdoorLifeFestival/?fref=ts), una manifestazione organizzata dai ragazzi del luogo per permettere la conoscenza del territorio attraverso varie attività sportive. Ci accolgono vari stand in riva al lago di Scanno e un freddo inaspettato che ci fa desistere dall’affrontare un giro in canoa che avevamo immaginato da mesi. Poco male. Scegliamo chi un escursione a cavallo, chi un trekking verso l’eremo di Sant’Egidio. Io opto per quest’ultimo. Arriviamo all’eremo attraverso una fitta faggeta, accompagnati da una guida che ci illustra un po’ di storia di quei boschi, in poco più di mezz’ora. Percorso molto facile e adatto a tutti. Da li raggiungiamo un punto panoramico, poco più su, da dove si ammira una splendida vista sul lago di scanno e sulla sua conformazione a forma di cuore. Non amo particolarmente questo tipo di trekking, quello dove ti portano in un punto da cartolina per intenderci, con la guida a maggior ragione, ma mi mancava come esperienza e quindi mi sono adattato.

Dopo esserci ricongiunti con il resto del gruppo e dopo una fresca birra, assoluto toccasana alla fine di un escursione in montagna, partiamo alla volta di Pescasseroli, paesino che è il cuore pulsante del parco d’abruzzo. Ora potrei stare ore a parlare di Pescasseroli, degli scorci che conosco, della gente del paese e dei posti dove mangiare bene (o meno), ma non è questo il tempo e mi riprometto di scrivere un apposito post in futuro!

Dopo un breve giro in paese accompagnato da vin brulè, arrosticini (per chi mangia carne, non per me) e dolci locali serviti in stand dislocati ovunque, andiamo nel vicino paese di Opi, 1250m sul livello del mare e 450 anime che lo popolano, per partecipare alla dodicesima edizione della sagra “Sapori d’Autunno”. (https://www.facebook.com/events/291514037902604/)

 

Opi è davvero piccola, tutto si concentra in una via principale che sale verso il campanile dopo il quale partono due strette viuzze caratteristiche che portano al punto panoramico che da sul Monte Marsicano. Ci ho vissuto per quindici giorni in una ormai lontana estate che mi ha permesso di apprezzare la cultura locale e gli Opiani, gente semplice, rude ed accogliente come pochi.

La serata trascorre piacevolmente tra un piatto caldo di pasta fatta in casa con fagioli, scamorza e pancetta alla brace, castagne e musica popolare. Respiriamo un’atmosfera magica. Il fuoco dei falò, l’odore di castagne e legna che arde, i racconti delle persone del luogo sulla montagna e sulle sporadiche visite dell’orso marsicano in paese, le chiacchiere tra noi amici. Io vivrei così, trecentosessantacinque(scritto in lettere che rende di più) giorni l’anno…

Unica pecca il vino, il Tavernello nel regno del Montepulciano d’abruzzo non è accettabile. NO!

Tornati a Pescasseroli, beviamo una grappa che ci scalda il cuore e l’anima e ci manda a dormire felici come dei bambini la mattina del 25 dicembre.

La Domenica ci svegliamo presto e sentiamo il forte terremoto che c’è stato tra le marche e l’umbria. Non ci piace come risveglio ma decidiamo comunque di partire per la bellissima escursione programmata sul Monte Amaro.

Parcheggiamo le macchine all’inizio del sentiero per Val Fondillo, a mio parere la valle più bella del parco d’Abruzzo. Val fondillo si raggiunge da Opi seguendo la strada marsicana verso Villetta Barrea, ha un comodo centro di raccolta con un parcheggio a pagamento, dal quale partono molti sentieri stupendi.

Noi affrontiamo uno dei più impegnativi, quello che conduce al Monte Amaro che per la sua posizione proprio al centro tra la val fondillo, il monte marsicano e la valle del lago di barrea, offre in cima un panorama mozzafiato che spazia a trecentosessanta gradi sulle montagne circostanti. Il dislivello è di 800m, la difficoltà è E (Escursionistica) e il sentiero è l’F1.

La caratteristica di questo sentiero è la pendenza, soprattutto all’inizio, all’interno della faggeta, abbastanza impegnativa.

Affrontiamo la salita di petto, tutti insieme, ma ognuno col suo passo. Ogni tanto ci fermiamo per aspettare quelli in fondo al gruppo. Dopo circa un’ora e un quarto, prima di arrivare in cresta, passiamo sotto una formazione rocciosa dove capita molto spesso, alzando in naso all’insù, di vedere i camosci che osservano incuriositi gli escursionisti. Ahimè questa volta non siamo così fortunati.

Arriviamo in cresta e già qui il panorama che ci si presenta è molto bello, si vedono chiaramente il Marsicano, Opi, Pescasseroli, il passo dell’orso e la cresta che porta verso la prima cima del Monte Amaro. Eggià perché un’altra caratteristica particolare di questa montagna è quella di avere due cime, l’una accanto all’altra.

Scaliamo la prima cima con pendenza abbastanza elevata, ci fermiamo per qualche minuto ad osservare il panorama e ripartiamo subito per la seconda cima, meta finale della nostra escursione. Per scalarla ci dobbiamo quasi arrampicare, non è un pezzo facilissimo, soprattutto affrontato in discesa, è abbastanza esposto e mette a dura prova i quadricipiti. La fatica però viene pienamente ripagata da una vista straordinaria. Si vedono chiaramente il Monte Petroso, il Monte Tartaro, la valle di Barrea con il lago, il Monte Marsicano, la valle di Pescasseroli e Opi, il passo dell’Orso. Vedo sul viso dei miei compagni di avventura l’incanto e lo stupore. Sono soddisfatto e contento di averli portati lì!

Il resto è cibo consumato in cima, meritato riposo e tanto tanto sole che ci ha accompagnato in tutto il week end.

Ho fatto parecchie escursioni in Montagna, Monte Amaro, però, rimane sempre una delle più affascinanti. Di seguito qualche foto del week end!

Adios

Ale

 

 

 

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